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domenica 2 febbraio 2014

importanza del riciclo


In soli in 20 anni la produzione di rifiuti è passata da 350 kg l'anno pro capite degli anni '80 a circa 550 kg dei primi 2000, con un totale che supera i 31 milioni di tonnellate. Tra le strategie di prevenzione citate da CONAI per lo sviluppo di imballaggi maggiormente ecosostenibili troviamo il riciclo: quest' azione permette il risparmio di risorse naturali, riduce l'uso di energia e le emissioni in atmosfera, e riduce il prelievo di materie prime per unità di merce. I rifiuti, per poter essere riciclati, devono essere raccolti in modo differenziato, separando con attenzione e cura i diversi materiali; l'efficienza del riciclo dipende, oltre che dalle capacità dei riciclatori, dalle caratteristiche con cui sono progettati gli imballaggi e dalla qualità della raccolta differenziata. Quanto più i materiali sono ben selezionati, tanto più le materie seconde risultano analoghe alle materie prime. Il riciclo è in continuo aumento: via via che si risolvono i problemi ancora esistenti per le raccolte ed aumenta la sensibilità del cittadino nei confronti dei disagi derivanti da una cattiva gestione dei rifiuti, le quantità riciclate possono crescere in modo significativo. L'Italia, con un fatturato di circa 24 miliardi di euro, rappresenta il 5,6 % circa della produzione mondiale, collocandosi tra i dieci paesi maggiori produttori di Packaging. Nel 2009, ad esempio, la produzione di imballaggi espressa in peso è stata di 14.558.000 di tonnellate. Riciclare carta e cartone, legno, plastica, metalli e vetro consente di risparmiare enormi quantità di materie prime, la maggior parte delle quali l'Italia non produce e deve, di conseguenza, importare. Ma il risparmio più importante è sicuramente quello sull'ambiente: la raccolta differenziata è una risorsa importante da cui possiamo ricavare materiali preziosi ed economicamente indispensabile. Il nuovo stile di vita della popolazione si riflette anche in un cambiamento nei comportamenti di acquisto e di conseguenza nei prodotti commercializzati e nei relativi imballi. Vorrei, soprattutto in questo periodo in cui si parla tanto del caro-petrolio, aprire una parentesi sull'utilizzo, oserei dire, sfrenato delle materie plastiche. Ritengo sia interessante notare come il costo energetico di produzione di alcuni imballaggi in plastica sia molto inferiore a quello necessario per produrre lo stesso imballaggio con altri materiali e questo giustifica la larga diffusione, nel campo dell'imballaggio, delle materie plastiche. Ad esempio, per produrre 1 milione di shoppers in polietilene si ha un costo energetico pari a 4.1 tonnellate equivalenti di petrolio, mentre lo stesso milione di shoppers, prodotto in carta richiede circa 7.6 tonnellate equivalenti di petrolio. Anche la produzione di bottiglie in vetro necessita quasi del doppio energetico delle bottiglie in polietilentereftalato. Nel periodo 2001-2006 è stato calcolato un aumento dei cosiddetti prodotti ortofrutticoli di 4a , 5a e 6a gamma (verdura e frutta prelavate, condite o in pezzi), che vengono confezionati in vaschette e sacchetti in plastica, vassoi e cestelli in plastica o pellicola trasparente, con conseguente diminuzione di cassette in legno e sacchetti di carta. Anche le scatole in cartone dei detergenti domestici in polvere sono state sostituite in gran parte da flaconi di plastica e da buste poliaccoppiate. Per quanto riguarda, poi, le bottiglie in plastica, prendendo sempre come riferimento l'indagine condotta nel periodo 2001-2006, il consumo di acqua imbottigliata risultò aumentato del 12% (da 9.900 a 11.100 milioni di litri): questo elemento, insieme al trend di acquisti sempre più parcellizzati e monodose di chi vive solo e di chi lavora e consuma pasti fuori casa, ha rivoluzionato la modalità di consumo, privilegiando la diffusione di confezioni piccole a scapito dei formati famiglia. Si sono, quindi, moltiplicate le confezioni in PET da 500 cl e si sono ridotte quelle da 1500 cl. La bottiglia in plastica ha proporzionalmente utilizzato un minore quantitativo di materiale: ad esempio, la bottiglia di PET da 1,5 litri è passata da 35 g nel 2000 a 30 g nel 2006. Oltre alla bassa richiesta energetica, rispetto agli altri materiali, le materie plastiche, seppur non biodegradabili, sono facilmente lavorabili e riciclabili. Inoltre, è da sottolineare il fatto che da una bottiglia di plastica di 50 g si può tenere accesa una lampadina di 60W per un'ora! Non meno importante è il riciclo del vetro, poiché i rottami di questo materiale abbassano la temperatura di fusione della massa vetrosa, con conseguente diminuzione dei costi di lavorazione e guadagni sia energetico che economico; inoltre, rende mediamente il 20% in più delle materie vergini, a pari quantità di vetro prodotta. Tra i principali metalli utilizzati nel settore del packaging troviamo sicuramente l'alluminio e le sue leghe. Questo metallo, avendo elevatissime proprietà barriera, sia a fattori esterni che a fattori interni al prodotto (capacità di trattenere aromi e profumi), è estremamente diffuso anche nel settore dell'imballaggio flessibile; viene infatti molto utilizzato per la realizzazione di poliaccoppiati (come nei Tetra-brik), nonostante la tendenza di oggi sia quella di cercare di fabbricare imballaggi monomateriale, al fine di facilitarne un corretto e totale riciclo. L'alluminio è un metallo duttile che si trova principalmente nei minerali di bauxite, è economico, facilmente lavorabile e leggero ed il suo riciclo è facilitato dalla purezza delle sue leghe che vengono utilizzate per produrre imballaggi (ad esempio, viene spesso aggiunto magnesio per aumentarne la resistenza). Per avere un'idea della quantità di metallo che viene mediamente impiegato nel packaging, si sappia che una lattina da 33 cl pesa solitamente attorno ai 16 g. Un altro materiale che è importante riciclare è carta: Comieco (Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base cellulosica) dichiara inoltre che la carta riciclata, con le nuove tecnologie, risulta indistinguibile da quella vergine.
Ricordo, infine, che dal riciclo dei materiali non ne deriva solamente un guadagno di tipo economico ma, a mio parere non meno importante, un guadagno ambientale che, di conseguenza, fornisce un elevato contributo per la costruzione di un mondo migliore di quello di oggi per i nostri figli.

tratto da:
http://nicolebattilani.altervista.org/pagina-427301.html

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